Swing e ironia al Teatro Ciak: Gianluca Guidi canta e racconta Frank Sinatra

“Sinatra. The man & his music”. La recensione
In scena al Teatro Ciak il 25 gennaio 2026

Il 25 gennaio scorso, il Teatro Ciak sulla Cassia si è confermato una vera perla del panorama teatrale romano, un gioiello da 400 posti che, pur essendo delocalizzato rispetto ai circuiti del grande centro, agisce come un prezioso e necessario avamposto di cultura sul territorio.

Per Gianluca Guidi si è trattato di un debutto assoluto su questo palco, una “prima volta” che ha subito stabilito un’intesa perfetta tra l’artista e l’accogliente sala, trasformando la serata in un incontro ravvicinato tra grande musica e narrazione teatrale.

In “Sinatra – The Man and His Music“, Guidi non si è limitato a vestire i panni del crooner, ma ha agito come regista e interprete di un viaggio emozionante nella musica e leggenda di Frank Sinatra, supportato da un trio jazz di altissimo profilo composto da Stefano Sabatini al pianoforte, Dario Rosciglione al contrabbasso e Marco Rovinelli alla batteria, che hanno dato un tocco personale con le loro esecuzioni e improvvisazioni swing.

Il recital, scritto da Guidi insieme a Tiziana D’Anella, è un’operazione collaudata che fonde aneddoti e musica per ripercorrere la vita e i successi di The Voice.

La narrazione ha preso le mosse dai ricordi d’infanzia dell’artista, quando tra i dischi dello studio di casa scoprì una musicassetta di “It Might as Well Be Swing“, lo storico album del 1964 nato dalla collaborazione tra Sinatra e l’orchestra di Count Basie. Da quel primo ascolto è nato un amore eterno che Guidi oggi porta in tour con una presenza scenica magnetica, arricchita da un’ironia e un umorismo innati che gli permettono di dialogare costantemente con la platea.

Lo spettacolo non ha tralasciato gli aneddoti più celebri della carriera di Sinatra, restituendo la figura di un cantante e di un uomo tanto controverso quanto capace di incantare milioni di persone.

Un elemento centrale e profondamente toccante della serata è stata la presenza “virtuale” di Johnny Dorelli, padre di Gianluca e grande interprete italiano del repertorio sinatriano. Guidi ha intrecciato il percorso del mito americano con la carriera del padre, ricordando come Dorelli, pur avendo vissuto a New York negli anni d’oro, non riuscì mai a incontrare Sinatra nonostante un’occasione sfumata per un soffio.

Questo legame è culminato nell’esecuzione di “Solo più che mai“, la versione italiana di “Strangers in the Night” incisa da Dorelli nel 1966: un momento di estrema suggestione che ha unito idealmente due generazioni. In sala, a sottolineare il clima di festa familiare, erano presenti ad applaudire con trasporto Gloria Guida, la figlia Guendalina Dorelli e la nipote Ginevra. Non è mancata l’esecuzione del brano “L’immensità”, omaggio sentito del figlio al padre.

Dal punto di vista prettamente musicale, lo show ha confermato la grande capacità di impeccabile e appassionato crooner di Guidi e la caratura dei “valenti jazzisti” che lo accompagnano, capaci di sostenere con swing impeccabile ogni passaggio della scaletta.

Se l’intero concerto ha convinto per eleganza e rigore tecnico, il culmine della serata è stato raggiunto nel bis, con un medley per sola voce e batteria che ha letteralmente colpito il pubblico. In questo esperimento ritmico, la padronanza di Guidi e la sintonia con Marco Rovinelli hanno spogliato i classici di Sinatra (e non solo) di ogni fronzolo, lasciando emergere l’anima pura e immortale della canzone.

Claudio Costantino

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