C’è una parola che ricorre spesso nel percorso di Tony Colombo, ed è la stessa che dà il titolo al suo ultimo lavoro: “Predestinato”. Il disco non sembra essere solo un’uscita discografica, ma la fotografia di un momento di svolta, dove la popolarità dei grandi numeri incontra una ricerca espressiva più densa e consapevole. I risultati nelle classifiche ufficiali FIMI — con un debutto al 2° posto tra gli album fisici e al 4° nella classifica generale — raccontano di un legame con il pubblico che non accenna a sbiadire, supportato da oltre 2,8 milioni di streaming su Spotify e una presenza costante nelle tendenze di YouTube con brani come “Nel bene e nel male”.
L’elemento che più di ogni altro cattura l’attenzione in questo progetto è l’omaggio a Franco Califano. Nel brano “Che bella stronza”, la voce del “Maestro” riemerge attraverso un estratto vocale, creando un cortocircuito emotivo tra la tradizione della canzone d’autore e la sensibilità moderna di Colombo. Non è una semplice operazione di nostalgia, ma un riconoscimento di un’eredità artistica che Colombo sceglie di accogliere nel proprio universo, nobilitando la narrazione del disco.
Attraverso le quindici tracce che compongono l’album, l’artista si spoglia di certi automatismi del genere per scavare più a fondo. Ne è un esempio calzante “Nel bene e nel male”, dove il sentimento non viene descritto come un ideale astratto, ma come una costruzione quotidiana fatta di “alti e bassi” che, paradossalmente, diventano il collante di un legame solido. È questa onestà intellettuale a rendere il lavoro “maturo”, capace di raccontare cadute e rinascite senza cercare la scorciatoia del compromesso facile.
L’album si presenta dunque come una «confessione» a cuore aperto, un tentativo di parlare a un pubblico vasto andando oltre le etichette. Come dichiarato dallo stesso Colombo, questo lavoro nasce dall’esigenza di restituire l’amore ricevuto in anni di carriera, sentendosi, appunto, “predestinato” a questo legame con la musica e con la gente.
“Predestinato” è disponibile in tutti i formati, fisico e digitale, confermandosi come uno dei capitoli più significativi e strutturati della discografia recente dell’artista.
M. M.




