Spazio Diamante, con “Glossario di famiglia” va in scena il teatro dis-abile

Il Teatro Spazio Diamante si fa crocevia di una sperimentazione artistica che interroga il concetto di “normalità” scenica e rivela l'”abilità disabile“.

Glossario di famiglia” non è un semplice spettacolo, ma un atto di teatro sociale che impone una riflessione sulla presenza e sulla capacità narrativa del corpo. Il progetto, vincitore dell’Avviso Pubblico “Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno” promosso da Roma Capitale -Assessorato alla Cultura in collaborazione con Zètema Progetto Cultura e sostenuto dal Ministero della Cultura, si allontana dalla rappresentazione compassionevole della disabilità per abbracciare la sua piena espressione coreutica e drammatica.

Al centro di questa ricerca vi è la famiglia, intesa come il primo e più intimo laboratorio sociale, il luogo in cui ogni fragilità si rivela e, inaspettatamente, si trasforma in una risorsa. La metodologia è radicale: un laboratorio di teatro e danza guidato da Emilia Marinelli, con l’assistenza di Eleonora Tregambe, che ha coinvolto quattro coppie composte da una persona con disabilità fisica e un congiunto.

L’atto di creare un “glossario” in questo contesto non significa definire le parole, ma incarnarle. La spiegazione non è verbale, ma è affidata interamente ai corpi in azione, in relazione.

Questo approccio sposta la messa a fuoco dall’individuo alla relazione, elevando l’affetto e il sostegno reciproco a elementi portanti della drammaturgia. Il corpo, in ogni sua specificità, viene elevato a linguaggio universale, un veicolo potente di memoria e narrazione che, attraverso gesti, ritmi e silenzi, è capace di raccontare la complessità dell’esperienza familiare e la ricchezza della diversità.

Il palcoscenico, in questo contesto, diviene il luogo di una rivelazione profonda. Il teatro dimostra di essere lo spazio privilegiato per svelare quella ricchezza di valori (come la resilienza inattesa, una prospettiva unica sul tempo e sullo spazio, e una profonda conoscenza delle dinamiche di dipendenza e autonomia) che le persone con disabilità offrono alla società. L’atto performativo svincola l’individuo dalla definizione di “deficit” e lo riconsegna alla sua piena dignità espressiva, testimoniando un’umanità che è autentica e completa proprio nelle sue forme non convenzionali.

Si tratta di un’opera necessaria che chiede empatia e conoscenza, offrendo al pubblico una prospettiva schietta sul legame umano che sussiste oltre ogni barriera fisica.

Le repliche dello spettacolo si terranno presso lo Spazio Diamante di Roma, in Via Prenestina 230/B. Le serate aperte al pubblico sono fissate per il 18 e 19 novembre 2025, entrambe alle ore 20.30. L’accesso è gratuito fino ad esaurimento posti, con prenotazione obbligatoria. È un invito non solo ad assistere, ma a partecipare calorosamente a un momento di verità scenica.

Per maggiori informazioni o per prenotare, contattare il numero 345.1474533 o l’indirizzo email botteghino@spaziodiamante.it

Claudio Costantino

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