La rivoluzione romantica di Varnadi
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Varnadi
Contestatore Romantico

Afre Music 2012

Dalla presentazione del booklet

varnadi-contestatore-romanticoVarnadi (Luciano Ceriello) sul palco spesso indossa due cappelli uno sull’altro. In questo disco, “Contestatore Romantico” (Afre Music 2012) ci sono almeno due “copricapi”: quello del contestatore, o meglio della denuncia contro le storture:  i danni all’ambiente, le violenze ai bambini, la droga, la dipendenza dai videogame, il calcio senza fair play… Ma c’è anche il romanticismo, il cantare l’amore; si pensi alla tenera “Volevo dirti”, una dichiarazione all’amata (all’amore che ha lunga vita)…

Il cantautore veneto-campano fa trascorrere molto tempo tra un disco e l’altro. Lavora a lungo ad un progetto prima di farlo decollare;  però ogni uscita è un passo avanti.

Non è mai  rimasto fermo sugli allori. E’ partito dal progressive per poi giungere alla canzone d’autore passando per l’alternative rock..

Nel nuovo disco ci sono spesso i fiati (un’atmosfera un po’ alla Chicago band) ma anche momenti più intimi. Colpisce, come sempre,  la sua voce calda che in “Il tempo”, filosofica, alla Battiato, ci ricorda come siamo tempo senza tempo, immobili nel cambiamento.

C’è pure un momento mistico, lirico,  profondamente struggente: una sorta di preghiera a Maria, con l’immagine sconvolgente della distruzione e del sangue tra i suoi seni. (Maria è ogni donna sui luoghi di guerra, con il figlio in grembo tra violenze assurde). Qui il  canto di Luciano ci ricorda quello di Fabrizio De André;  è il momento più intenso dell’album… una canzone contro le guerre, che fa soffiare il vento della libertà.

“L’ultimo giro di giostra” è autobiografica, un po’ amara, sulla canzone d’autore che non sfonda…. Forse pensa a Vecchioni, forse pensa a lui quando dice:  Professore? No, “Fesso Re”.

C’era la tradizione di  Luciano di inserire  in ogni disco il brano “Ballo in cerchio” (una danza sufi), ogni volta riletto nel nuovo contesto. E’ una canzone cresciuta con lui; questa volta non la troveremo nel nuovo disco.  La danza sufi ha la particolarità di roteare ma al centro è immobile: il danzatore è nel cuore  del ciclone.

Il disco ci ha ricordato proprio questa immagine; possiamo dire che  mette il dito nell’occhio del ciclone della vita.

“Un nuovo Luciano Ceriello”: così abbiamo scritto ogni volta che è uscito un suo disco. Lo diciamo anche oggi, e siamo sicuri che lo riscriveremo  al suo prossimo giro di giostra.

Gaetano Menna

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