Se il vero femminista è lui: il gioco delle parti e il talento trasformista di Laude e Abbrescia alla Sala Umberto
“Come sedurre un femminista”. La recensione della prima stampa del 19 febbraio.
In scena dal 12 al 22 febbraio 2026 al Teatro Sala Umberto.
“Come sedurre un femminista“, versione italiana della commedia di successo di Samantha Ellis “How to Date a Feminist” (che proprio quest’anno festeggia i dieci anni dal debutto), tocca corde molto più profonde della semplice risata. Lo spettacolo, prodotto da Viola Produzioni e in scena al Teatro Sala Umberto, non si limita a intrattenere, ma mette in scena un cortocircuito di genere quanto mai attuale. Il testo, tradotto con intelligenza da Isabella Prigione, è diretto e interpretato da una vibrante Susy Laude, che ne cura i ritmi con occhio attento alla scena contemporanea, affiancata sul palco da un solido Dino Abbrescia.
Il tema è di grande attualità: il rapporto uomo-donna e i ruoli di genere, affrontati attraverso un geniale rovesciamento dei cliché. Steve è un fornaio vegetariano, dolce e fieramente femminista, alla ricerca di relazioni basate sul rispetto e sul “consenso” esplicito, anche nell’approccio amoroso. Kate è invece una giornalista brillante ma disillusa che, pur dichiarandosi emancipata e stanca di narcisisti, subisce ancora irrimediabilmente il fascino del “maschio alfa” e del cattivo ragazzo dai tratti poco paritari.
Dal loro incontro a una festa in maschera nasce una scintilla che fa esplodere una serie di esilaranti malintesi. La pièce pone agli spettatori interrogativi pungenti: un uomo può davvero essere un femminista puro? E quanto le donne sono ancora prigioniere del mito del macho, nonostante decenni di battaglie per l’emancipazione?
Affrontare un tema così scivoloso presentava rischi non indifferenti: era facile cadere nello stereotipo, nel moralismo, nel “già visto” o, peggio, in quei residui di maschilismo che spesso inquinano anche i tentativi di dialogo più sinceri. Fortunatamente, la regia di Susy Laude scarta agilmente queste trappole, restituendoci una messa in scena comicamente ironica e mai banale che, senza bisogno di grandi apparati scenici, punta tutto su ritmo e interpretazione.
Il vero plauso va alla coppia di interpreti. Affiatati sul palcoscenico così come nella vita reale, Laude e Abbrescia si cimentano in una prova di grandissima versatilità, sorretta da una struttura narrativa che si dipana tra continui flashback e salti temporali; questo andamento avanti e indietro nel tempo permette di ricostruire i tasselli del loro legame e di approfondire l’essenza dei vari personaggi, svelandone fragilità e radici.
Con tempi di trasformismo rapidissimi dietro la tenda, quasi alla Arturo Brachetti, i due attori si spartiscono un totale di sei ruoli: oltre ai protagonisti, Abbrescia dà vita all’anacronistico padre di Kate e al rude ex fidanzato Ross; la Laude interpreta con verve la madre scozzese di Steve, femminista e attivista, e la sua ex fidanzata. Questa brillante scelta dell’autrice, concretizzata dalla regia con cambi di scena a vista, mantiene il tono incalzante e allegro per tutta la durata della rappresentazione.
“Come sedurre un femminista” si rivela una commedia sentimentale capace di alternare sapientemente lo humor di matrice anglosassone a un’inaspettata profondità emotiva. Diverte e colpisce nel segno, ricordandoci che la vera emancipazione nasce dal coraggio di liberarsi dal retaggio culturale e familiare che ci plasma. In definitiva, Laude e Abbrescia firmano uno spettacolo leggero senza mai essere superficiale, che mette a nudo il conflitto tra i vecchi modelli che ci portiamo dentro e la ricerca di una libertà sentimentale finalmente autentica.
Claudio Costantino

