Mardi Gras: vent’anni di solida identità. Sul palco l’eredità di “Drops Made” e il suono del presente

Sabato 24 ottobre 2026, il Largo Venue di Roma (via Biordo Michelotti, 2) ospiterà il concerto del ventennale di “Drops Made“, l’album d’esordio dei Mardi Gras. Nel frastagliato panorama indipendente italiano, la formazione capitolina rappresenta un caso di studio interessante: una band capace di preservare per due decenni una chiara identità musicale, in perfetto equilibrio tra il respiro dell’alt-rock e le venature del folk anglosassone, senza mai cedere all’omologazione.

Pubblicato nel 2006 e distribuito da Goodfellas, “Drops Made” definì fin da subito le coordinate estetiche del gruppo. La scelta di utilizzare esclusivamente la lingua inglese e di elaborare un suono acustico stratificato si rivelò vincente. Il traguardo più emblematico di quell’esordio fu “The Wait”, un’intensa ballata sugli ultimi istanti di un condannato a morte che intercettò persino i radar di Neil Young: il cantautore canadese scelse di inserirla nella sua piattaforma d’impegno civile “Songs of the Times”, conferendo un’immediata credibilità internazionale al progetto.

Da allora, l’ossatura folk-rock delle origini è andata incontro a continue mutazioni, sostenute da un organico oggi estremamente a fuoco. Accanto alla visione del fondatore e chitarrista Fabrizio Fontanelli, la formazione attuale si avvale delle tessiture pianistiche di Alessandro Matilli, della chitarra di Fabrizio Del Marchesato e di una solida base ritmica con Carlo Di Tori Tosti al basso e di Valerio Giovanardi alla batteria . Dal 2018, il baricentro emotivo del suono è affidato alla voce della frontwoman estone Liina Rätsep, capace di bilanciare il calore strumentale con un’algida precisione d’ispirazione nordeuropea. Una maturazione documentata da dischi importanti come “Playground” (2015), rifinito ai mitici Abbey Road Studios e portato dal vivo allo Sziget Festival, fino alle aperture sinfoniche dell’ultimo “Sandcastle” (2024).

Il mantenimento di questa asticella qualitativa si deve a un percorso gestionale atipico, scandito da fasi produttive ben distinte. Un capitolo cruciale in questo senso si è aperto nel 2018 nel quartiere di Tor Pignattara, con la nascita di Oltre le Mura Records. Fondata dalla sinergia tra Fontanelli e l’editore Sandro Zioni, questa realtà ha operato come un collettivo artigianale. Sotto questa egida, i Mardi Gras hanno gestito con intelligenza la complessa transizione verso il mercato “liquido” dei singoli (con il progetto “From Zero to One” del 2020), hanno retto l’urto della pandemia con format in streaming di qualità e hanno consolidato una dimensione live istituzionale, approdando con successo all’Auditorium Parco della Musica di Roma in un’inedita e raffinata veste orchestrale.

G. Me.

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