Eros Pagni, camorrista idealista

Il sindaco del rione Sanità. La recensione della prima del 20 gennaio 2015.
In scena al Teatro Quirino fino all’1 febbraio 2015.

Eros Pagni ha vinto pienamente la scommessa di essere il protagonista di una commedia di Eduardo senza essere napoletano. La stessa scommessa che, ad esempio, aveva vinto Mariangela Melato nell’interpretare “Filumena Marturano”. L’uno e l’altra dimostrano l’universalità del teatro di Eduardo, la “non-territorialità”.

Porta con grande successo anche a Roma, al Teatro Quirino, “Il sindaco del Rione Sanità” con la regia di Marco Sciaccaluga (ligure come Pagni).

Pagni non scimmiotta Eduardo ma fa proprio un personaggio complesso come quello di Antonio Barracano che è, allo stesso tempo, un camorrista e un idealista. Barracano ha fatto, o meglio, avrebbe voluto fare, del suo rione una sorta di isola (felice) che non c’è, con leggi dettate e fatte rispettare con lui che è  una sorta di “monarca assoluto”.

Pagni dà spessore al suo personaggio, lo spettatore è affascinato dai suoi tratti duri, dall’ atteggiamento spietato, dal carisma ma anche dalla generosità, dall’attenzione ai “perdenti”, dalla “bontà”.

Ma Barracano è “buono” come i suoi  dobermann che azzannano per proteggere la casa; ecco lui azzanna per proteggere il “rione”. Barracano e la camorra non sono e non devono essere un esempio.

La camorra non può sostituirsi alla giustizia, non può essere “giusta” anche se agisce per fini “nobili”, come quello di aiutare il prossimo.  Perché essa è causa di quel sottosviluppo e di quel’ignoranza che Barracano combatte. La camorra va comunque contrastata. Ci vuole un atto di ribellione  e non di sottomissione.

L’atto di disubbidienza del medico, nel finale, fa cadere finalmente il velo dell’ipocrisia.

Claudio Costantino

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