Il grande cuore di Vincenzo Salemme. Strepitoso debutto al Sistina
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“Con tutto il cuore”. La recensione della prima del 30 gennaio 2019
In scena al Teatro Sistina fino al 24 febbraio

La nuova commedia “Con tutto il cuore” – atto unico di due ore – è una delle più belle scritte, dirette ed interpretate da Vincenzo Salemme; ha debuttato in un affollato Teatro  Sistina, dove sarà in scena fino al 24 febbraio 2019.

La “prima” romana è avvenuta come sempre alla presenza di molti volti noti che hanno voluto rendere omaggio alla verve del popolare mattatore napoletano (tra gli altri Pippo Baudo e Gloria Guida).

Lo spettacolo racconta le peripezie di Ottavio Camaldoli (interpretato da Salemme), mite professore di lettere, che ha subito un trapianto di cuore. Non sa che il cuore trapiantato proviene da un feroce delinquente, morto ucciso e che la madre, accogliendo le sue ultime volontà, intende vendicarlo. E ad uccidere l’autore del delitto dovrà essere proprio chi ha ricevuto in dono il cuore, perché, in un certo qual modo, così sarà lo stesso morto ammazzato a vendicarsi.

Un’affiatata, bizzarra ed esilarante compagnia (Domenico Aria, Vincenzo Borrino, Antonella Coli, Sergio D’Auria, Teresa Del Vecchio, Antonio Guerriero, Giovanni Ribò, Mirea Flavia Stellato) propone un’intensa tragicommedia  che – come dice lo stesso protagonista in una delle battute della commedia – parte da Omero per giungere a Mario Merola… tragedia greca e sceneggiata partenopea in un unicum straordinario e coinvolgente.

Il remissivo professore si trova a dover fronteggiare difficili situazioni familiari e personali (che investono l’avida moglie, il tirchio compagno di lei, l’incurante figlia, la brutta badante “indiana”, l’ignorante infermiere) e stringenti rapporti con i delinquenti (con l’aut aut senza via d’uscita) e con la polizia che indaga.

Nello spettacolo si ride tanto con una girandola di battute e colpi di scena; non manca anche un riferimento al film di successo dello stesso Salemme “SMS Sotto mentite spoglie” del 2007 (il cameriere indiano che dice Sì mentre con la testa esprime No). In evidenza anche richiami ai temi di più viva attualità in questi giorni (come il reddito di cittadinanza e la quota 100 per andare in pensione).

Il finale è tipicamente “salemmiano”, con una riflessione sulle scelte da compiere e sull’integrità morale. “Tutto questo – annota Vincenzo Salemme nelle note di regia – per dimostrare che in ognuno di noi ci sono tutte  le sfumature e tutti i colori dell’animo umano. E che è sempre l’occasione che ci costringe a fare delle scelte. E in quelle scelte si capisce davvero qual è la nostra natura più profonda”.

Brunella Brienza

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