Teatro Eliseo: Il Cyrano di Barbareschi, eroe moderno e attuale
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foto di Bepi Caroli

“Cyrano  de Bergerac. La recensione della prima del 30 ottobre 2018.
In scena al Teatro Eliseo fino al 25 novembre

Con un grandioso “Cyrano de Bergerac”, con protagonista Luca Barbareschi, si è avviata ufficialmente la stagione teatrale del centenario del Teatro Eliseo.

Il termine “grandioso” andrebbe usato spesso per raccontare quanto accade all’Eliseo. Tutto trasuda “grandeur” a cominciare dalla mostra – lungo le scale del foyer – di costumi di scena di spettacoli teatrali entrati nella memoria storica come, ad esempio, quelli di un memorabile “Don Carlos” di Friedrich Schiller diretto e interpretato, nel 1984, da Gabriele Lavia, con lui e Monica Guerritore in scena.

Tutto qui ci fa toccare con mano che questo spazio teatrale – che solo tre anni ha  rischiato di diventare un garage – ha radici profonde nella storia e nella cultura di questo Paese.

“Cyrano de Bergerac” di Edmond Rostand è proposto nell’adattamento e direzione di Nicoletta Robello Bracciforti e vede in scena, oltre a Barbareschi, Linda Gennari (Rossana), Duilio Paciello (Cristiano), Thomas Trabacchi (De Guiche), Duccio Camerini (Ragueneau), Massimo De Lorenzo (Le Bret). Nel nutrito cast, oltre a validi attori professionisti, anche i promettenti allievi della scuola d’arte cinematografica Gian Maria Volonté per formare i teatranti del futuro.

Nella commedia è proposta una scenografia particolare (su bozzetti di Matteo Soltanto), con un’imponente quadreria che tappezza tutta le pareti del palcoscenico; con una serie di strutture mobili e componibili in legno che vengono spostate a mano da attrezzisti ed attori, per cambi scena a sipario aperto, proprio come si faceva una volta. E poi tutta una serie di botole sul pavimento del palcoscenico da cui sbucano attori-folletti. Per realizzare questo spettacolo si è scavato fin nelle visceri dello spazio scenico.

A proposito di “scavi”, Barbareschi scava nel profondo del personaggio di Cyrano; lo propone avventuroso meno “guascone” (nel senso di spaccone), più tormentato. Lo spadaccino fa gradassate e duelli ma prova disappunto e si pente per i morti in duello.

I tormenti d’amore spingono Cyrano ad aiutare il rivale Cristiano, a conquistare Rossana di cui è totalmente innamorato. Cristiano il corpo, Cyrano l’anima.

Nel secondo atto quando il campo dei cadetti è accerchiato, nell’ambientazione, si fa un salto temporale che dal Seicento ci porta nelle trincee della Grande Guerra 15-18.

Quello che vogliono far emergere la regista ed il protagonista principale è la modernità del testo di Rostand, teatro di parole, precursore della fantascienza. Il monologo “No grazie!”, sulla libertà  – come ricorda Barbareschi – è di un’attualità assoluta.

A fine spettacolo la compagnia ed il pubblica intonano “Tanti auguri a te”. Buon compleanno Teatro Eliseo.

Brunella Brienza

 

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