Teatro Brancaccino: l’Amleto destrutturato di Herlitzka
herlitzka

“Ex Amleto”, la recensione della prima del 18 ottobre 2018.
In scena al Teatro Brancaccino fino al 21 ottobre

Standing ovation per Roberto Herlitzka che inaugura la nuova stagione del Teatro Brancaccino con la sua rappresentazione cult “Ex Amleto”. Un lavoro portato in scena da molti anni da un grande attore di teatro che, paradossalmente, non aveva mai recitato l’Amleto.

Se parlassimo di cibo potremmo dire di essere davanti ad un piatto destrutturato, che nasce dalla rivisitazione di una ricetta tradizionale… stessi ingredienti ma “struttura” diversa. È questo che fa Herlitzka: dà nuovo corpo al dramma shakespeariano. Elimina l’orpello, il ridondante per andare al nocciolo e per unire i vari elementi con nuovo filo narrativo, nuova espressività e presenza scenica.

La sua pietanza ha un nuovo sapore di creatività;  fa emergere a tutto tondo la caratura dell’attore, che non ha bisogno neppure del teschio nella famosa scena di “essere o non essere” e che giace per terra.

L’Amleto destrutturato è tutto in quel piccolo grande uomo seduto su una semplice sedia ma che troneggia con la sua arte. Con voce non possente declama solitario; da solo dà nuova vita a tutti i personaggi della tragedia. Come sottolinea Ruggero Cappuccio (produttore del lavoro), “Amleto è solo, i suoi interlocutori restano invisibili fisicamente per materializzarsi nella voce e nel corpo di Herlitzka. Amleto padre, la regina, Re Claudio, il becchino, giocano un sabba infinito nell’interpretazione di un unico spirito, perché le anime di Amleto sono infinite, almeno quante sono le anime del capolavoro di Shakespeare”.

Non ci sono soste: è un fluire costante l’Ex Amleto per una platea attenta a non perdersi una parola, un gesto, un’espressione.

Il Maestro che non aveva mai recitato l’Amleto, ci introduce nella sua “cucina”, che è fatta di spezie e di accostamenti arditi, che ha il sale dell’autoironia.

Quella a cui abbiamo assistito è la lectio magistralis del Maestro che si concede totalmente al gioco del teatro.

Claudio Costantino

 

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