Teatro Quirino: ovazione per il Pirandello di Gleijeses
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“Il piacere dell’onestà”. La recensione della prima del 3 aprile 2018.
In scena al Teatro Quirino fino al 22 aprile 2018.

Debutto trionfale al Teatro Quirino per “Il piacere dell’onestà”, diretto da Liliana Cavani e con protagonisti Geppy Gleijeses e Vanessa Gravina.  Con loro Leandro Amato, Maximilian Nisi, Tatiana Winteler, Giancarlo Condè, Brunella De Feudis. Applausi interminabili e standing ovation hanno omaggiato un superbo allestimento ed una splendida interpretazione del dramma pirandelliano.

I tre atti originari sono diventati  - nell’accurato allestimento della Cavani  – uno solo (con due rapidi cambi scena a luci abbassate); ciò ha permesso di mantenere viva la tensione emotiva della platea, pienamente coinvolta.

In questo lavoro Pirandello torna su temi a lui cari, come le maschere che indossiamo, le costruzioni personali e sociali che creiamo, l’essere e l’apparire.

I sogni – dice Pirandello citando Cartesio – se si ripetessero con regolarità diventerebbero realtà. Qui si parla della “costruzione” (il sogno)  di Baldovino che si presta all’inganno di essere un finto marito (ed un finto padre) in modo da permettere all’amante di un nobile che non può sposarla, rimasta incinta, di salvarsi dalla gogna sociale.

Ma l’inganno richiederebbe un disonesto. Cosa accade se a perpetrarlo è invece una persona profondamente onesta? E’ questo l’interrogativo a cui risponde questo dramma.

Strepitosa l’interpretazione di Gleijeses che porta in scena il personaggio di Baldovino, perfetto per le sue doti attoriali. Il personaggio, all’apparenza dimesso, che inizialmente sembra quasi una caricatura, un fantoccio, emerge prepotente per la cultura, l’intelligenza e l’ossessiva onestà.

Brava Gravina, che da diversi anni si dedica con passione al teatro e che fa emergere il tormentato personaggio di una donna, costretta a vivere una finzione per i vincoli sociali, ma quella condizione è un peso per la sua coscienza.

Tutto il “sogno” – l’impalcatura sociale creata – si basa sull’onestà (morale). E Pirandello si diverte a sovvertire i ruoli, facendo apparire la mediocrità dei cosiddetti onesti per la società e lo splendore del cd. disonesti.

Dietro la maschera c’è l’Io vero, pronto a lottare perché il sogno diventi realtà.

Claudio Costantino

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