Teatro Brancaccino: Pace Vs Guerra
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“Il Generale”. La recensione della prima di 8 marzo
In scena al Teatro Brancaccino fino al 9 marzo 2018

Al Teatro Brancaccino per due repliche “Il Generale” diretto ed interpretato da Ciro Masella. Il testo è di Emanuele Aldrovandi (giovane autore contemporaneo pluripremiato) che affonda il bisturi nei temi attuali della guerra, del terrorismo, dello scontro di civiltà, delle “missioni di pace” delle superpotenze. Ma affonda ancor più dentro la carne della società, parlando dei rapporti nell’ambito delle forze armate, su cosa significhi essere “subordinato” e, più in generale, su cosa sia il “potere” nelle mani di una sola persona che pretende ed ottiene “cieca fiducia”; e ancora la solitudine di chi comanda, di chi ha un disegno “straordinario” da compiere.

La scenografia di Federico Biancalani pone al centro del palcoscenico una sorta di palma stilizzata a richiamare l’habitat del “territorio dei selvaggi” (così definiti dagli invasori); ci riporta alla mente l’albero della vita di Expo 2015 e il richiamo ci sembra non casuale.

Il generale è un personaggio grottesco, lucidamente folle, visionario… Masella lo caratterizza  con personalità, richiamandosi pure al Chaplin  (del film “Il grande dittatore” del 1940) nei panni di Hitler che gioca a palla con il mappamondo.

Bravi anche gli altri due interpreti: Eugenio Nocciolini nei panni del tenente sull’attenti e Giulia Eugeni la soldatessa che tenta di fermare il disegno suicida del generale.

La guerra è sempre esistita, è nel DNA dell’uomo. Qui si racconta del tentativo estremo del pacifismo che diventa violento e cinico come la guerra.

Come si raggiunge la pace? Lo si può fare annientando l’aggressore? Lo si può fare dando voce e forza a chi non la pensa come noi o, peggio ancora, ci attacca con azioni terroristiche?

E cos’è il pacifismo? Cosa si può e si deve fare per la pace?

Sono questi gli interrogativi di una commedia, di un dramma, che è una lezione di anatomia, con il bisturi che scava nelle visceri della società e della civiltà.

Claudio Costantino

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