Teatro Brancaccino: gli strani passeggeri del bus notturno

Nella foto: Massimo Odierna al posto di guida di un vero bus

“Portami a casa di qualcuno”: la recensione della prima del 22 ottobre.
In scena al Teatro Brancaccino fino al 25 ottobre 2015

Portami a casa di qualcuno”  è ambientato all’interno di un bus di una linea notturna. Il testo teatrale originariamente era stato pensato come una performance di incursione urbana, da portare in scena in  un autobus reale, con gli spettatori  chiamati a condividere lo spazio scenico. Come compiuto testo teatrale è in scena al Teatro Brancaccino fino a domenica 25 ottobre.

La pièce è scritta, diretta ed interpretata da Massimo Odierna, artista napoletano (ma formatosi a Roma), classe 1986. Odierna si riserva in scena il ruolo dello svogliato autista, che sfoglia il giornale al capolinea. Tra gli interpreti: Diletta Acquaviva, Vincenzo d’Amato, Matteo Mauriello, Maria Piccolo, Sara Putignano.

Quel bus – richiamato in sala dalla disposizione delle sedie, dal posto guida (il volante), dai fari – gradualmente si affolla di strani personaggi notturni, disadattati, eccessivi, fragili, esilaranti, che non hanno una meta precisa, anche nella vita. Tutti immancabilmente senza biglietto.

Ci sono: l’uomo in pigiama, fradicio per una pioggia che non c’è, alla ricerca del pallone che il figlio aveva perso al mattino; la sballata; la  starlette da quattro soldi del cinema; il dirottatore e sua madre; il controllore.

Un testo, quello proposto da Odierna, che si richiama molto (nelle tematiche e atmosfere) al teatro di Luca De Bei. C’è il riferimento al bus (come in “Le mattine dieci alle quattro”), al mondo dei perdenti, degli sconfitti dalla vita (di molte opere di De Bei), agli alieni (come in “Nessuno muore”).

Solo che Odierna, rispetto a De Bei, nel suo testo, accentua il tratto grottesco, comico dei personaggi, evidenziando i paradossi, calcando la mano sulla loro “stranezza” (nel senso che sono fuori dagli “schemi”). In tale ottica spicca il personaggio  dello stralunato e visionario uomo in pigiama, interpretato con humour (che, a tratti, ricorda la comicità di Rocco Papaleo) dal bravo Vincenzo d’Amato.

Emerge la vivacità della scena teatrale contemporanea, che trova, nel Brancaccino, il luogo vitale dove sperimentare ed innovare. Una drammaturgia young che dà spazio ad autori e protagonisti emergenti e che spinge (ce lo auguriamo) i giovani a teatro.

Claudio Costantino

About