Sorprendente Peter Pan tra voli in aria e polvere di stelle

Peter Pan Il musical. La recensione della prima del 24 gennaio 2012
In scena al Teatro Sistina fino al 12 febbraio 2012

Un bacio al pavimento del palco del Sistina per ringraziare un teatro che ha regalato grandi emozioni, riconoscimenti e successo. È così che Manuel Frattini ha chiuso la prima del musical Peter Pan (in scena fino al 12 febbraio) tra i calorosi e prolungati applausi del pubblico romano. Un piccolo e umile gesto di uno straordinario artista che dopo alcuni anni (il primo debutto di Peter Pan risale alla stagione 2006-2007, ndr) torna a vestire gli abiti del famoso personaggio nato dalla penna di James Matthew Barrie.

Frattini/Peter Pan dimostra una forma fisica eccezionale; per tre ore di spettacolo vola in aria, salta dalla finestre, insegue la propria ombra, corre dietro la sua fata Trilly, fa capriole su e giù per il palco, combatte contro Capitan Uncino, balla e canta. Sembra un folletto vestito di verde che porta la propria esperienza e maturità all’interno dello spettacolo. È stato già protagonista di altri musical fiabeschi – interpretando Pinocchio, Aladin – ma il ruolo dell’eterno ragazzo che non vuole crescere è quello che più gli calza, corroborato anche dalle centinaia di repliche già andate in scena in tutta Italia che lo hanno visto protagonista.

Si registra un momento davvero poetico all’interno dello spettacolo in cui Frattini si trova solo davanti alla platea. Tra le sue mani stringe una morente Trilly e a gran voce incita il mondo (e dunque anche gli spettatori) a credere nelle fate. Il pubblico a gran voce risponde all’appello e prima di tutti una bimba rompe il silenzio.

Durante il musical vengono utilizzate con maestria proiezioni dall’effetto tridimensionale che sembrano far volare anche gli spettatori tra nuvole, stelle e pianeti fino ad approdare sull’isola che non c’è. E’ coinvolgente lo sbarco della nave pirata; di notevole impatto la realizzazione laser della fatina Trilly e la proiezione dell’ombra dispettosa di Peter Pan che fa persino cadere oggetti in terra.

Contribuiscono a ricreare atmosfere suggestive anche le famose musiche di Edoardo Bennato estratte dal concept album “Sono solo canzonette” del 1980. Brani divenuti negli ultimi trenta anni dei classici della musica italiana tra rock, musica lirica e swing. Tutte canzoni di successo: dall’incantevole “L’Isola Che Non C’è” (resa più melodica) alla spumeggiante “Viva la mamma” fino alla corale “Ogni Favola è Un Gioco”.

In generale la scelta del regista Maurizio Colombi è quella di rispettare fedelmente la versione Disney di Peter Pan; lo si vede sia nella realizzazione dei costumi (di Marco Biesta e Marica D’Angelo) che degli ambienti. La scenografia mobile di Rinaldo Rinaldi e Mariagrazia Cernetti propone infatti prima l’immagine di una cupa Londra, poi la colorata cameretta dei fratelli Darling – sorvegliata dal cane Nana -, l’isola che non c’è, la nave di Capitan Uncino, la foresta incantata.

Lo spettacolo è anche l’occasione per apprezzare il nuovo singolo composto per l’occasione dal cantautore partenopeo: “Che paura che fa Capitan Uncino“, interpretata da un formidabile Pietro Pignatelli (nelle vesti dello stesso Capitan Uncino) che rende magnificamente anche il brano intitolato”Il rock di Capitano Uncino”.

Tutto il cast vede in scena bravissimi artisti in primis Martha Rossi (nota al grande pubblico per la sua partecipazione al talent show “Amici”) nei panni di un’angelica Wendy con capelli biondissimi e vestito bianco candido. Al fianco di Wendy i fratelli John (un carismatico Nikolas Lucchini), il piccolo Michael (una dolce Daniela Simula) e la madre (un’energica Valentina Corrao) e gli ironici e divertenti “bambini sperduti”.

Si distinguono poi nella compagnia Ilaria De Rosa, che nelle vesti di Giglio Tigrato dimostra di possedere grandi doti canore, e Jacopo Pelliccia che interpreta un simpatico Spugna molto simile a quello reso nella versione cartoon.

Tra voli in aria e polvere di stelle Peter Pan ha conquistato il cuore degli spettatori.

Monica Menna

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